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07/02/2012 - CAMBIO DATA - Corso Itinerante ANOTE-ANIGEA Regione Calabria La nutrizione enterale e la PEG
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22/12/2011 - XXII Congresso Nazionale ANOTE-ANIGEA - Rimini, 19-20 maggio 2012
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28/09/2011 - Corsi Itineranti ANOTE-ANIGEA su Reprocessing e PEG
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08/07/2011 - Corso Formatori ANOTE-ANIGEA - 17/18 settembre 2011
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PROPOSTA DI PROGRAMMA PER IL MODULO DI FORMAZIONE COMPLEMENTARE IN:
ASSISTENZA INFERMIERISTICA NELLE PROCEDURE ENDOSCOPICHE E DIAGNOSTICO-TERAPEUTICHE INVASIVE


A cura di I.Dall'Oglio e L. Alberani, Mirco Tincani
Associazione Nazionale A.N.O.T.E.

L'A.N.O.T.E. ha partecipato attivamente con le altre associazioni infermieristiche al dibattito sulla formazione complementare nei diversi campi dell'infermieristica, collaborando così alla definizione delle linee guida sulla formazione complementare recentemente pubblicate dalla Federazione I.P.A.S.V.I..
Come fase finale del lavoro comune svolto, l'associazione propone una specifica proposta di programma per il modulo di formazione complementare che riguarda l'area endoscopica, che, per la sua comprensione necessita di alcune premesse. Innanzitutto ci siamo chiesti se sia davvero giusta l'istanza presentata da tanti anni dall'ANOTE di volere un riconoscimento formale della specificità dell'infermieristica endoscopica?
Tale domanda è giustificata dal fatto che in numerosi ambiti, medico, istituzionale, infermieristici, ma, a cominciare dalla Federazione, ciò non era affatto scontato, a causa della percezione dell'eccessivo tecnicismo del settore, poco aderente ai principi ispiratori di un'assistenza infermieristica centrata sulla persona. Invece, se ben formati, siamo certi di contribuire a risolvere alcuni problemi di salute importanti e ricorrenti della popolazione, considerando che:

  1. l'applicazione della tecnologia endoscopica nella diagnostica, il monitoraggio ed il trattamento non invasivo (rispetto ad un trattamento chirurgico classico) di numerose patologie di diversi apparati (gastrointestinale, genito-urinario, toraco-bronchiale, muscolo-scheletrico, otorinolaringoiatrico, etc.) viene richiesto con sempre maggior frequenza;
  2. a caratteristica di invasività di tali procedure è per il paziente causa di notevole stress fisico e psichico, che può aumentare in relazione all'età o a condizioni di base già debilitate o a rischio di vita, specie per le procedure in urgenza. Ciò richiede un processo infermieristico specifico e competente;
  3. i pazienti che si sottopongono ad esami endoscopici hanno due diritti fondamentali: la garanzia dell'efficienza dello strumentario endoscopico (ed implicitamente della competenza di chi lo utilizza, nel nostro caso degli infermieri nella manipolazione, detersione e sterilizzazione o altra disinfezione, degli endoscopi e degli accessori), la sicurezza del controllo igienico ambientale e dell'equipaggiamento nel suo insieme;
  4. lavoratori hanno la necessità di operare in ambienti salubri e facendo uso delle adeguate protezioni, specie in considerazione alle tecnologie e sostanze utilizzate (l.626), apparecchiature elettromedicali, detergenti, disinfettanti, lubrificanti ecc…


E' evidente che se queste sono le esigenze della popolazione, un infermiere che ha frequentato il corso base non può avere assolutamente le competenze per soddisfarle, anche se ha tutti i pre-requisiti per poterlo fare.
E' però indispensabile essere disponibili all'approfondimento specifico, come abbiamo fatto tutti noi lavorando sul campo, grazie anche agli stimoli e alle possibilità che ci siamo dati attraverso l'Associazione A.N.O.T.E., ma questo è un lavoro di tipo empirico di anni che oggi non può essere più accettato. E' giunto però il momento, visti anche gli indirizzi generali a livello europeo, di progettare un curriculum ad hoc, che si concluda nella certificazione delle nuove competenze acquisite e che ne possa permettere, eventualmente il riconoscimento economico.
La scelta è stata quella di pensare un curriculum comune a tutte le principali branche endoscopiche (digestiva, toraco-bronchiale, urologica, otorinolaringoiatrica, ortopedica, ginecologica) e che si riferisca anche alle principali procedure invasive, in relazione a:

  • la prospettiva di creare dei veri e propri dipartimenti endoscopici, che mettano in sinergia la tecnologia, le conoscenze, e l'esperienza umana, nell'ottica dell'efficacia, dell'efficienza e del pieno utilizzo delle risorse materiali ed umane. I doipartimenti endoscopici dovranno diventare l'epsressione più qualificante per gli operatori, più sicura per gli utenti e più economica per le aziende;
  • l'evidenza che alcune problematiche assistenziali rivolte ai pazienti sottoposti a procedure invasive siano analoghe a prescindere dall'utilizzo o meno della tecnologia endoscopica;
  • la necessità aziendale di avere dei professionisti specificatamente preparati per alcuni ambiti, ma anche relativamente valorizzabili in contesti analoghi, per rendere sempre più efficace ed efficiente l'intervento endoscopico, renderlo più sicuro per il paziente e ridurre i costi di manutenzione e riparazione dei presidi tecnico-sanitari, che sono da sempre numerosi e costosi in ambiente endoscopico;
  • l'esigenza pedagogica di non suddividere eccessivamente il sapere, ma di fornire alcuni input comuni, che poi verranno sviluppati attivamente sul campo, in quanto l'endoscopia in senso lato contiene due ambiti specifici:
    1. terapeutico-interventistico;
    2. prettamente diagnostico. Mentre l'endoscopia terapeutica/operativa deve essere svolta in ambiente ospedaliero per le ovvie necessità tecnico-strutturali, l'endoscopia diagnostica assume una grande valenza territoriale sia nella prevenzione primaria, sia nella diagnosi precoce.

Una stretta collaborazione con il territorio può intervenire fattivamente per screening di massa per gruppi di popolazione a rischio, o rendere l'indagine diagnostica più accessibile all'utente avvicinando il luogo della prestazione.
In Giappone , ad esempio, infermieri specializzati in endoscopia eseguono gastroscopie di massa su popolazioni a rischio di cancro dell'esofago e dello stomaco, particolarmente diffusi su alcune fascie di poopolazione, addirittura con furgoni attrezzati vanno nelle fabbriche; negli Stati Uniti infermieri specializzati in endoscopia eseguono retto-sigmoidoscopie diagnostiche in ambulatori decentrati su popolazione a rischio di cancro del colon. Noi pensiamo che l'endoscopia, se proiettata adeguatamente nel territorio in sinergia con tutte quelle branche che nel loro percorso incontrano problemi al limite fra patologia e ambiente, psicologia e patologia, dall'età pediatrica a quella geriatrica passando per la vita adulta, possa diventare un utile ausilio per garantire una migliore salute per i cittadini. Facendo pertanto riferimento al progetto generale (che è peraltro l'unico esplicitato al momento attuale) proposto dalla Federazione dei Collegi IPASVI, abbiamo costruito una bozza di programma, che in quanto tale rappresenta una traccia generale e segna i paletti fondamentali all'interno dei quali poter effettuare in seconda battuta una programmazione più precisa ed aderente alle specificità locali. Ad esempio, infatti, se un'Azienda Sanitaria Locale ha bisogno di sviluppare un nuovo centro di endoscopia toracica, si organizzerà un corso che avrà maggiori attenzioni per le attività di apprendimento afferenti a quella determinata branca endoscopica, mantenendo comunque gli aspetti generali attinenti alle altre specialità, e l'impostazione generale dell'assistenza al paziente, dell'organizzazione e della sicurezza ambientale e il controllo delle infezioni, generali a tutte.
In relazione quindi più al carattere contenutistico e metodologico, che non disciplinare in senso stretto (discipline e numero delle ore), questa bozza potrà essere applicata anche in contesti diversi, sia come sede formativa (per es. l'Università, o ambito sanitario), che come impostazione del corso (per es. centrato esclusivamente sull'endoscopia). La proposta dell'associazione ANOTE oltre ad enunciare gli obiettivi formativi del curriculum, identifica il peso delle diverse componenti (intellettiva, comunicativa e gestuale) ad essi riferite, ed i metodi di apprendimento e valutazione pertinenti.
Ogni unità di apprendimento è stata infine completata con l'individuazione delle aree dei concetti attinenti e le sedi di tirocinio. Profilo dell'infermiere competente nell'assistenza infermieristica nelle procedure endoscopiche e diagnostico-terapeutiche invasive: è l'infermiere che ha conseguito un modulo di competenza specifico nella corrispondente area della disciplina infermieristica. Ha acquisito particolari conoscenze, capacità e competenze nell'ambito dell'assistenza alla persona che necessita di procedure endoscopiche e diagnostico terapeutiche invasive, con l'ausilio di apparecchiature ad alta definizione tecnologica, dal momento in cui si trova in uno stato di malattia, fino alla risoluzione dello stesso con l'eventuale coinvolgimento di tutte le strutture necessarie per raggiungere lo stato di benessere psico-fisico, (prevenzione, medicina di base, territorio, ospedale), con capacità anche dirigenziali e possibilità di proporre ambiti di ricerca e di sperimentazione. Garantisce un'assistenza tempestiva e globale ed una collaborazione tecnica di alto livello al medico che esegue la procedura, assicurando una buona riuscita dell'intervento diagnostico-terapeutico, nell'ottica della sicurezza globale sia per il paziente che per l'operatore. Opera in ogni ambito ove si eseguono procedure endoscopiche e diagnostico-terapeutiche invasive riguardanti tutte le fasce d'età (pediatrica, adulta e geriatrica), per questo diventa un modulo trasversale alle discipline dell'area critica ed anche alle cinque specializzazioni stigmatizzate dai profili (sanità pubblica, area pediatrica, area psichiatrica, area geriatrica ed area critica. Utilizza e garantisce il buon funzionamento dei presidi ad alta definizione tecnologica, garantendo la perfetta efficienza degli ausili tecnico-medicali ed un risparmio economico s. Partecipa all'informazione alla ed alla formazione della persona sottoposta alle procedure invasive ed alla diffusione nei servizi di riferimento di protocolli operativi pre e post procedurali.
E' il referente responsabile della pianificazione del processo di assistenza infermieristica e tecnica in emergenza/urgenza o in elezione nell'ambito delle procedure invasive. Partecipa inoltre nella specificità della sua competenza ad attività di: ricerca, educazione, aggiornamento professionale di altri operatori, valutazione e revisione della qualità. Istituzione del corso:
Si istituisce il "modulo di competenza per l'assistenza infermieristica nelle procedure endoscopiche e diagnostico-terapeutiche invasive". Il corso ha una durata di 250 ore da effettuarsi all'interno di un anno scolastico, eventualmente suddivise in 4-6 moduli, da articolarsi in lezioni teoriche, studio guidato correlato ad attività cliniche, esercitazioni, attività di tirocinio, attività tutoriali, attività di autoapprendimento, autovalutazione e approfondimento. Il corso si conclude con un esame finale, con valore certificante, avvalorato anche dalla partecipazione di un rappresentante dell'ANOTE sia nell'elaborazione del corso sia nella docenza, il titolo di infermiere competente nell'assistenza infermieristica nelle procedure endoscopiche e diagnostico-terapeutiche invasive.
La regione indica il numero massimo di studenti iscrivibili a ciascun corso, in relazione alle necessità di programmazione locali. Al corso possono accedere gli infermieri abilitati. Il corso rappresenta un requisito preferenziale per la destinazione nei servizi di endoscopia, o altri centri. Obiettivo generale del corso : guidare e sostenere lo studente nell'approfondimento e nell'acquisizione dei modelli cognitivi, comportamentali e gestuali necessari a svolgere con elevata qualità l'assistenza infermieristica in riferimento costante al profilo dell'infermiere competente nell'assistenza nelle procedure endoscopiche e diagnostico-terapeutiche invasive. Il modulo è organizzato in 4 unità di apprendimento:

  • la gestione delle procedure endoscopiche e diagnostico- terapeutiche invasive
     
  • l'assistenza diretta al paziente sottoposto a procedure endoscopiche o diagnostico-terapeutiche invasive
     
  • la gestione del controllo infettivo e della sicurezza ambientale
     
  • l'organizzazione delle attività infermieristiche in un servizio di endoscopia o riferibile ad altre indagini diagnostico-terapeutiche invasive.